24/01/2012
Tutti a scuola
Era più di un anno che non andavo a scuola a trovare i professori,e devo dire che l'impatto con quell'ambiente così familiare e amato mi ha messo un pizzico di malinconia addosso.
Insieme a Rosario abbiamo ricordato quei tempi,quando cazzeggiavamo alla follia senza dover pensare a nulla,senza troppi tarli per la testa.
Ho avuto un piacere immenso nel rivedere il mio vecchio professore di Italiano e anche nell'entrare nella mia ex classe,cambiata totalmente da quando andavo io.
E poi...
Abbiamo fatto le scale,io non volevo,Rosario ha insistito,e mi è toccato ripassare per lì...
E' inevitabile che abbia pensato a Principessa in quel frangente,come avrei potuto non farlo?Era su quelle scale che io e lei andavamo a sederci,per stare lontano da tutti,fuori dall'ottica di sguardi indiscreti che avrebbero potuto intuire il nostro segreto.
Lo ammetto,il ricordo c'è stato,di quelli lontani,quasi sfocati,di quando io la rincorrevo mentre usciva dall'aula e le chiedevo se le andava di stare un po' da soli a parlare.
Non ricordo ci sia mai stato un no al mio desiderio,ma è passato troppo tempo,la memoria inizia a rimpiazzare quelle immagini nitide con foto ingiallite e sbiadite,ed il colore portato via dal tempo lascia il posto ad altri immagini di un'altra vita,senza più quelle scale,senza più Lei,senza più io,senza più noi...
Siamo usciti da li io e Rosario con un rimpianto: Non aver capito in tempo che quelli erano i momenti più belli che potessimo avere,e abbiamo avuto paura per un attimo di non esser riusciti a goderceli in pieno...Poi ci siamo resi conto che era un pensiero sciocco ed ognuno è tornato verso la sua vita.
16:25
Scritto da: piccolino10000
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14/01/2012
Budapest...
...prendo le sigarette dal giubotto e torno a sedere.
Accendendo la mia Marlboro ed ho un attimo di esitazione,l'accendino fermo a pochi centimetri dalla sigaretta ed il mio sguardo perso nel vuoto; sono quelle volte che mi blocco senza sapere il perché,solo qualche secondo di immobilità poi tutto riprende normalmente.
Aspiro ed il fumo subito inizia a spandersi in questa stanza d'Albergo,la vista dalla finestra è magnifica:
Il Sofitel Hotel si ritrova con la facciata sul Danubio,alla sinistra del Ponte delle catene che unisce Pest e Buda,due realtà simili e differenti dove si cerca di congiungere una modernità stentata ad un antico splendore sbiadito con il tempo.Di fronte il Palazzo Reale è illuminato come ogni sera,e la suggestione che dà quella costruzione quando è buio è spettacolare,così come un po' più in la la chiesa di Santo Stefano,illuminata allo stesso modo e che riflette la sua immagine nel corso d'acqua.
Ricordo solo una fontana in quei pressi,nella parte vecchia della città: La struttura ricorda una battuta di caccia,con cani e lupi morti presi dal cacciatore per le zampe.Si dice che chi getti una moneta in quell'acqua dovrà ritornare per forza in quel luogo...Io non l'ho fatto.
La fontana si ritrova in uno spiazzale con un giardino immenso e l'unica scena che mi è venuta in mente guardandola è quella di una serva che veniva in quei luoghi per incontrare il suo amante;poi più niente.
La bellezza del paesaggio è in un palese contrasto con la povertà della città; la si vede e la si sente appena arrivi,la leggi in faccia ai barboni incontrati nei sottopassaggi,al chitarrista che chiede l'elemosina ogni sera,che nemmeno può permettersi un giubotto ed è lì ad affrontare il freddo per qualche moneta.
Viale Utca,o come diavolo si chiama mostra tutto il degrado di Budapest.
Tre cose ricorderò sempre:
Le puttane che ti fermano per far finta di chiedere informazioni e portarti poi chissà dova,il pappone fermo in mezzo la strada che appena ti vede cerca d'invitarti in un locale perso fra i vicoli:" Tette grandi,culo,figa" diceva in perfetto Italiano;ed infine la donna cappotto.
Non so dire come si chiami,ma la sua presenza è stata fissa per tutta la permanenza.Va avanti ed indietro come un'invasata,alla ricerca di qualcuno da accalappiare e portare in qualche squallida stanza di un qualche squallido Hotel nei paraggi. Avrà avuto una cinquantina d'anni,almeno questa è l'età che mostra,alta sul metro e settantacinque è bionda,tuttavia in carne e con un viso che mostra l'evidenza del tempo.La caratteristica di quel giubbotto lungo e di pelle è quello che mi ha lasciato più basito della donna cappotto: non lo ha mai cambiato ogni giorno che l'ho incontrata,da qui il nomignolo che si porta dietro.
Budapest sembra una città del dopoguerra,alla ricerca di una ripresa economica che tarda ad arrivare: Si legge la speranza negli occhi di qualcuno,come per dire:"Adesso è il momento buono" ma nello sguardo di un vecchio mendicante tutto questo lo vedi sparire nel mentre ti allunga una mano alla ricerca di qualche fiorino.
Penso al comunismo,al '56 e all'invasione,ai ragazzi di Buda,a quelli di Pest,ai russi che salirono sulla cupola più alta del parlamento per mettere lì il simbolo della loro repressione.
Gergely era lì sotto quel giorno a piangere.
E' uno dei barboni più ben voluto innanzi al Sofitel,la sua storia è entrata nel cuore un po' di tutti,e qualche fattorino che l'ha preso a buon cuore gli allunga sempre un po' di cibo e delle coperte.
Non l'ho mai conosciuto direttamente,sentii per caso due turisti che ne parlavano informati chissà da chi.Lo vedo sempre però,ogni volta che esco,lui è lì con un sorriso che straccia il cuore se pensi che riesce ancora a farlo nonostante tutto...Altro di Gergely non so eccetto che lui i comunisti li ha combattuti,ma come sia finito sul marciapiede non saprei mai dirlo.
Mi giro e guardo il letto,mi perdo di nuovo.
La immagino lì,bellissima:Alta,con due gambe che non finiscono più,quei piedini che ogni tanto strisciano nel sonno sopra il polpaccio;tutta nuda dorme dandomi la schiena e con il culo leggermente in mostra.I suoi capelli biondi sul cuscino emanano ancora il profumo del bagnoschiuma;il bagno infinito fatto insieme qualche ora prima mi riporta alla mente i momenti in cui abbiamo fatto l'amore...
Invece in quel letto c'è mio fratello,ubriaco e che puzza ancora d'alcool.
Meglio così in fondo...Lei mi aspetta a casa,e con lei farò l'amore ed è per questo che non la tradisco,perché so che se perdessi quello sguardo io perderei me stesso.
La sigaretta è finita e la butto in quel che rimane di un caffè orribile che hanno portato in stanza.Alzandomi mi avvicino un alla finestra:un uomo esce dal casinò e si dirige verso un taxi.
Quanti casinò a Budapest e quanto casino in questa splendida-orribile città...
19:17
Scritto da: piccolino10000
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06/01/2012
Il mio passato...Il mio presente
Ci pensavo stamattina,mentre fumavo la sigaretta mi sono venuti in mente episodi del mio passato:vecchie storie,situazioni,avvenimenti imprevisti...
Era tutto diverso da come è adesso,e questa differenza si sontanzia sotto un unico aspetto fondamentale: Sono sereno.
Se penso al mio ieri ricordo sempre tanta tristezza e amarezza,mi viene in mente sopratutto il tormento di certi momenti solitari in cui tutto si risolveva in una sorta di disperazione e rassegnazione agli eventi;non c'era voglia di andare avanti e guardare al futuro ma solo il ricordo dei miei anni al liceo portavano un po' di sollievo ma al contempo tanta e tanta amarezza.
Tutto si è venuto a ripercuotere sul mio stato fisico e psichico,con milioni e milioni di seghe mentali che non mi abbandonavano.Sfruttavo il mio corpo nel modo peggiore,continuavo a perdere peso,stava scemando ogni mio interesse verso le donne...
E poi?
Poi finalmente uno spiraglio s'è aperto nella mia vita ed io ho saputo coglierlo al meglio: Lei...
E' stato un percorso molto lento e con diverse difficoltà,dove a volte ho rischiato di perdermi nuovamente e tornare indietro,e la tentazione spesso sembrava aleggiarmi intorno,la sentivo sussurrare al mio orecchio di voltarmi e fuggire verso il baratro.Quale scelta fare? L'apatia o la possibilità di momenti sereni con il rischio di perderli e tornare nella sofferenza?
Se non ci fosse stata Antonella accanto a me,se fosse stata una qualsiasi altra ragazza al mio fianco non sono sicuro che la scelta sarebbe potuta essere così scontata.
Lei invece mi è stata accanto,ha saputo prendermi,è riuscita a riportarmi alla vita,ed è proprio quando è stato concreto il rischio di perderla che io non l'ho accettato ed ho lottato veramente con tutte le mie forze affinchè il sogno di una serenità magicamente ritrovata non svanisse nuovamente.
Non mi pento di certe scelte fatte nel passato,non mi rammarico più se il mio dolore è stato causa di innumerevoli errori...Ogni errore è per me come una cicatrice che sfoggio con orgoglio perché adesso so che quella sofferenza non è stata vana in vista della mia nuova felicità.
La spensieratezza che accompagna le mie giornate è sorprendente.Ciò che desidero è che venga subito sera per incontrarla e riposarmi dopo una giornata passata fra studio e varie attività.Fra le sue braccia trovo piacere ed il calore del suo corpo,che si unisce al mio,mi da un emozione inaspettata e sempre sorprendente: Adoro il suo viso,il suo corpo,l'odore del suo fiato che si mischia al mio,mi eccita il suo eccitarsi ed il suo aprirsi pian piano...
Adoro lei,e tutto ciò che le è intorno...
11:34
Scritto da: piccolino10000
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